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Album inglese: aprile o maggio?

In un’intervista rilasciata da René Angelil, marito e manager di Celine Dion, al Las Vegas Review-Journal lo scorso weekend si apprende che le registrazioni dell’album (come avevamo già anticipato) sono iniziate: il produttore Kenneth “Babyface” Edmonds ha realizzato la cover del brano di Janis Ian, ‘At Seventeen’, che Celine interpreta nel suo nuovo show a Las Vegas.
L’album, inoltre, pare che sia stato posticipato a maggio. Tuttavia, fonti ufficiali della Sony Music ci confermano che la data d’uscita è ancora “da determinare”.
Per quanto riguarda l’album francese, che sarà supervisionato interamente da Luc Plamondon, resta confermato per l’autunno.
René Angelil ha, inoltre, assicurato che Celine non parteciperà ad alcuna importante cerimonia quest’anno (Oscar, Grammy e Olimpiadi), proprio per dedicarsi alla realizzazione ed alla promozione di questi due album.
La stessa Celine Dion ha confermato alla stampa ispanica che “non ci sarà alcun tour mondiale legato all’uscita di questi album, ma solo alcune apparizioni in programmi TV“.
La Dion è, infatti, in procinto di confermare un rinnovo di 3 anni per l’ingaggio al Caesars Palace di Las Vegas. Verosimilmente sarà difficile, quindi, vederla in tour prima dei prossimi 5 anni.
Mia cara Celine… nona puntata
“Fu un istante magico”
Dopo Mia Dumont, è la volta di un’altra donna che è stata accanto a Céline per tanti anni: la sua direttrice di tournée dal 1985, Suzanne Gingue. Avendo diretto diversi tour, gli aneddoti che Suzanne ha raccontato agli autori di Céline 25 ans d’amour non possono che essere collegati proprio ai concerti tenuti in giro per il mondo dalla diva.
Quel pubblico che cantava unito…
Facciamo un salto nel tempo. Siamo a ottobre del 1995, da qualche parte nel sud della Francia. Da 28 settimane, alla posizione N°. 1 delle classifiche di vendita musicali di Francia e Belgio c’è il capolavoro di Jean-Jacques Goldman e Céline Dion (e ci resterà ininterrottamente per altre 16 settimane, battendo ogni record). Sono le otto di sera. Lo spettacolo sta per cominciare.
«Durante il D’eux Tour, in Francia, una sera il pubblico era già nell’arena e cantava, aspettando che Céline salisse sul palco. Conoscevano tutte le parole a memoria! Céline e io ci avvicinammo al sipario per ascoltarli. Ci si drizzarono letteralmente i peli sulle braccia a sentire così tante persone che cantavano per Céline, fu un istante magico!»
Una maglietta dopo l’altra!
Ed eccovi un aneddoto poco famoso su come finì quella tournée. «Dopo l’ultimo spettacolo di quella lunga tournée, Céline fece qualcosa di speciale: chiese delle T-shirt del tipo indossato dai tecnici del tour, una per ogni reparto, e le indossò tutte una sull’altra. Poi andò di persona in tutti i reparti per aiutare a smontare il palco. Con i tecnici del suono si mise ad avvolgere le matasse dei cavi; con i tecnici delle luci sistemò i fari nei loro contenitori a valigetta, e così via. Quando aveva finito il suo compito in ciascun reparto, si toglieva la maglietta corrispondente. Quello fu il suo modo di salutare e ringraziare tutta la troupe, il suo modo di far loro l’occhiolino prima di tornare a casa.»
“La dernière de Céline”, un live imperdibile!

“La dernière de Céline” (conosciuto anche come “Millennium concert”) è il titolo di un concerto tenuto da Céline la notte fra il 31 dicembre 1999 e il 1° gennaio 2000 al Centre Molson di Montreal davanti a 25 000 persone per celebrare l’arrivo del nuovo millennio e per regalare ai suoi fans un ultimo grande evento d’addio, prima dei due anni di silenzio e ritiro dalle scene per un periodo di riposo e per cercare di avere un figlio. Il concerto chiude il lungo “Let’s talk about love tour” inizato a Boston il 21 agosto 1998; da questo tour, segnato da alcune tappe cancellate a causa della malattia di René, è stato estratto anche il live da Parigi “Au cœur du stade”. Per Céline l’evento vuole essere anche un modo per celebrare, assieme al suo Quebec e con i con i fans che la seguono dal suo debutto, i grandi successi ottenuti negli ultimi anni sulla scena internazionale; il concerto infatti si apre infatti, sulle note di “My heart will go on”, con una serie di immagini che riassuomono la carriera di Céline sul palcoscenico dai tempi di “Ce n’était qu’un reve” al 1999.
Il concerto è trasmesso in Quebec da TVA, così come in Francia, nel resto del Canada e negli Usa. Molte persone annunciano che trascorreranno la notte di capodanno guardando la performance di Céline; fra questi vi sono il presidente Bill Clinton e la moglie Hillary, da sempre ammiratori di Céline, ed il pugile Mohammed Alì. L’atmosfera del concerto è elettrizzante ed il repertorio scelto cerca di essere una sorta di antologia della carriera della signora Dion; sono infatti presentati brani che Céline non interpretava live da molti anni e che non reinterpreterà negli anni successivi (come ad esempio “Des mots qui sonnent” o “Incognito”). I brani sono tratti dagli album “La voix du bon Dieu” (1981), “Tellement j’ai d’amour…” (1982), “Les chemins de ma maison” (1983), “Mélanie” (1984), “Incognito” (1987), “Unison” (1990), “Dion chante Plamondon” (1991), “The colour of my love” (1993), “D’eux” (1995), “Falling into you” (1996), “Let’s talk about love”(1997), “S’il suffisait d’aimer” (1998), “These are special times” (1998), “All the way…A decade of song” (1999). Come nelle alter tappe francofone del tour, all’interno del concerto Céline presenta un medley di quattro fra i suoi primi successi; rispetto al live “Au cœur du stade”, il quarto brano non è “L’amour existe encore” (qui eseguito a parte), ma “Une colombe”, singolo che Céline aveva interpretato il 10 settembre 1984, davanti a 65 000 persone, nello stadio olimpico di Montreal, in occasione della visita di papa Giovanni Paolo II. Nell’esecuzione, all’interno del medley, del brano del 1982 “D’amour ou d’amitié”, si può notare un errore di Céline: nel ritornello invece di cantare “Lui seul peut décider qu’on se parle d’amour ou d’amitié”, come correttamente cantano le coriste, nella seconda parte del verso anticipa il verso della strofa successiva, dicendo “Lui seul peut décider… entre une histoire d’amour ou d’amitié”.
La serata ha anche degli ospiti: l’attore e comico Stéphane Rousseau (autore fra l’altro di una divertente parodia di “Le blues du businessman”), Bryan Adams, con cui Céline ha collaborato negli album “Let’s talk about love” e “These are special times” e il cast (originale) del musical di Luc Plamondon e Riccardo Cocciante “Notre Dame de Paris” (da cui Céline interpreta il brano “Live”, versione francese di “Vivre”, originariamente cantato da Noa e da Helene Segara). Con loro Céline realizza dei duetti rimasti inediti: “It’s only love”, “When you’re gone” e “(Everything I do) I do it for you” con Bryan Adams, “When I fall in love” con Daniel Lavoie, “J’irai ou tu iras” con Luck Mervil, “Le blues di businessman” con Bruno Pelletier, “Unison” con Stéphane Rousseau e “I’m your angel” con Garou (con cui è solo il primo di altri duetti).
Prima dello scoccare della mezzanotte, un’emozionatissima Céline fa il conto alla rovescia assieme al marito René, per poi perdersi nei baci suoi e di tutta la famiglia Dion riunita. Per Céline è anche l’occasione di festeggiare il ritorno al suo fianco del marito, dopo la battaglia contro il cancro. Non è raro che i genitori di Céline appaiano nei suoi concerti (così anche nei live “Unison”, “The colour of my love” e “Au cœur du stade”), ma per quanto riguarda il padre di Céline queste saranno le ultime immagini che vedremo.
Céline sceglie infine di concludere il lungo concerto e quindi questa lunga importante e densa stagione della sua vita e della sua carriera con la sua prima canzone, scritta per lei dalla madre e dal fratello: “Ce n’était qu’un reve”. In realtà lo stesso 1° gennaio 2000 Céline ha poi tenuto un ultimo concerto privato, riservato a pochissimi invitati.
L’atmosfera di “La dernière de Céline” è unica e in un certo senso questo evento rappresenta davvero un punto e a capo per la ragazza prodigio, ultima di 14 figli. Quando tornerà nel 2002 ormai sarà una madre, una diva e centro di un apposito e costosissimo show a Las Vegas, ma questa è un’altra storia….
Considerazioni sul tour francofono

Il Taking Chances World Tour, conclusosi dopo 133 tappe il 26 febbraio 2009, ha toccato diversi paesi francofoni. Come artista bilingue di madrelingua francese, Celine ha avuto il merito di portare la canzone francese là dove questa non era mai arrivata prima: Asia, Africa, Europa dell’est, Messico… In tutte le tappe del tour Celine ha cantato, per ricordare le sue radici francofone, il suo più grande successo in francese: Pour que tu m’aimes encore. Alcuni di voi forse ricorderanno ancora che, nel live in Memphis (Falling into you tour) Celine proponeva al pubblico americano, oltre a Pour que tu m’aimes encore, anche Le ballet, brano durante il quale presentava al pubblico i suoi orchestrali divertendosi a imitare gli strumenti che ciascuno di loro suonava con mirabili improvvisazioni vocali: lo trovate qui.
Nei paesi francofoni, invece, Celine ha sempre tenuto, vista la sua vasta discografia francese che si è sviluppata parallelamente a quella inglese, dei concerti differenziati, che contenevano quasi esclusivamente brani nella sua lingua nativa, introducendo nella tracklist solo qualche singolo inglese di particolare successo.
Le cose però a un certo punto hanno cominciato a cambiare: il numero di canzoni francesi è andato progressivamente diminuendo, fino a diventare veramente esiguo nell’ultima tournée. Le tappe francesi del Taking Chances World Tour differivano da tutte le altre per il fatto che Celine, arrivando sul palco alla fine dell’intro, salutava il pubblico con le parole “Bonsoir nome della città, vous etes prets? Vous etes prets?” invece che “I drove all night to get to you, is that all right? Is that all right nome della città?”. E naturalmente durante la serata parlava col pubblico solo in francese. A parte questo però, a noi pare, e non senza dispiacere, che di francese non ci sia stato molto. Molti fan sono arrivati in Francia, in Belgio, in Svizzera, addirittura in Quebec fiduciosi che avrebbero ascoltato per la prima volta le canzoni che Celine non canta in altre parti del mondo, nonché i nuovi brani tratti dall’ultimo album studio in francese “D’elles”, ma sono rimasti a bocca asciutta. Al punto che viene da chiedersi: Quanto sono stati francofoni i concerti francofoni dell’ultimo tour mondiale? E ci sono elementi chiari per rispondere: poco, molto meno che in passato. Vediamo in dettaglio la situazione nel corso degli anni:
- 1994, Olympia di Parigi: Celine ha cantato 13 canzoni in francese sui 17 brani presenti nel CD live dell’evento, cioè il 76% del concerto era in francese;
- 1995, Zenith di Parigi: 14 canzoni francesi sulle 18 presenti nell’home video del concerto, cioè il 78% del concerto;
- 1999, Stade de France, Parigi: 10.5 canzoni francesi su 19.5 totali, cioè il 54% del concerto era in francese (conteggiando come metà canzone i brani in medley, cioè Staying alive / You should be dancing, Ce n’etait qu’un reve, D’amour ou d’amitie, Mon ami m’a quittee, L’amour existe encore, Ziggy). In alternativa a questo criterio, se si considerano i tempi, si ottiene 44 minuti e 23 secondi di canzoni francesi su 1 ora, 29 minuti e 43 secondi totali, cioè il 50% del concerto era in francese (i due diversi criteri non conducono a risultati molto diversi tra loro).
- 2008, Stade Charles Ehrmann, Nizza, Francia: solo 8 canzoni francesi su un totale di 23, cioè il 35% del concerto (al Palais Omnisports di Bercy, Parigi i numeri sono stati del tutto analoghi);
- 2008, Centre Bell, Montreal, Canada Francese: nella sua patria, che aveva appena festeggiato il proprio orgoglio culturale e linguistico nella festa dei 400 anni dalla fondazione di Quebec city, Celine ha cantato solo 8 brani francesi su un totale di 25, cioè il 32% del concerto.
Che i concerti francofoni di quest’ultimo tour siano stati molto meno francofoni che in passato è perciò un fatto inconfutabile. Ma c’è un’altra considerazione, forse ancora più spiacevole. Se da un lato è vero che Celine ha riconfermato e superato sul palco le sue doti uniche al mondo di interprete (in particolare in Je sais pas, che ha cantato in questa tournée con dei vocalizzi mozzafiato, e in L’amour existe encore, recitata con accenti drammatici al Centre Bell di Montreal), non si può non notare che le canzoni selezionate sono tutte piuttosto datate, il che non le rende certo meno belle, ma non ha lasciato spazio ai nuovi brani di 1 fille & 4 types e D’elles. Pour que tu m’aimes encore, Je sais pas, J’irai où tu iras e Destin sono del 1995. L’amour existe encore e Ziggy del 1991. Dans un autre monde e S’il suffisait d’aimer del 1998. Solo una canzone (S’il n’en restait qu’une, 2007) tra quelle che Celine ha cantato in questo tour, è stata incisa dopo il 2000, se si eccettua Tout l’or des hommes (2003), interpretata solo ad Anversa. Peccato, perché canzoni come On s’est aime a cause, Je cherche l’ombre, Immensite, A cause, Contre Nature, Je lui dirai una chance la meritavano.
Quattro brani tratti da D’eux e due da S’il suffisait d’aimer contro uno solo tratto da D’elles e nessuno da 1 fille & 4 types, a nostro avviso, per una tournee che si intitolava “Correre i rischi”, sono indice del fatto che, di rischi, la produzione del tour ne ha voluti correre veramente pochi.
Aggiornamento DVD ‘Taking Chances World Tour’

La Sony Music ci comunica che l’uscita dell’attesissimo DVD relativo al “Taking Chances World Tour” è, ad oggi, prevista tra ottobre e novembre 2009. Non è stata, però, ancora fissata una data definitiva. Restate sintonizzati su CelineDionItalia.com per ulteriori aggiornamenti.
Toujours Pour Toi.


