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Dietro le quinte di My Heart Will Go On – Parte 2

Eccoci con la seconda ed ultima parte della storia dietro la realizzazione di My Heart Will Go On.
Rene sembrava non comprenderla. Infatti, quando Horner si girò verso di loro, disse: “Tra un mese saremo a New York, all’Hit Factory, dove Celine registrerà il suo album. Se ci dai una base, può registrare una demo per farla ascoltare a Cameron. Sarà il modo giusto per convincerlo.”
Horner non ci sperava tanto, ma era alle stelle. Celine invece era furiosa, ed intenzionata a fare una partaccia a Rene non appena fossero stai soli. Ed invece fu Rene a bacchettare Celine:
“Tu ti sei fermata alla voce di Horner, che non è delle migliori. Non hai davvero ascoltato la canzone. Ti dico che è una melodia straordinaria e che ne puoi fare una delle tue più grandi hit.”
Un mese più tardi, Horner venne allo studio di New York con la sua base. Prese Celine in disparte e le raccontò nel dettaglio la trama del film. Ne fu colpita e, ascoltando la base registrata, ammise che Rene aveva ragione; era una melodia molto toccante, straordinaria.
Quel giorno Celine non sentiva la sua voce pienamente in forma, aveva come una sorta di fragilità che ha probabilmente dato alla canzone un suono ancor più romantico.
Passò qualche settimana e un bel giorno, James Horner chiamò Celine e Rene per dire che James Cameron aveva ascoltato la canzone e che ne era rimasto colpito. Ed inoltre sarebbe venuto a New York per fargli visionare il film.
Celine non è mai ritornata in studio per registrare nuovamente il pezzo. Una delle canzoni più celebri della storia della musica e una delle più vendute del pianeta, è quindi quella demo che Celine, se non fosse stato per l’intuito e l’esperienza di Rene, non avrebbe mai registrato.
Dietro le quinte di My Heart Will Go On – Parte 1

Sapevate che Celine non voleva registrare la canzone che l’ha consacrata al successo internazionale?
Ebbene sì, James Horner era venuto a Las Vegas per proporre a Rene un progetto che lo eccitava molto. Aveva infatti composto la musica per un film sul Titanic, che doveva essere girato da James Cameron, con un budget mai visto finora ad Hollywood. Aveva composto questa canzone con Will Jennings ed era intenzionato ad inserirla nel finale del film.
“E’ una delle più belle che abbiamo fatto assieme!”
Rene era un po’ titubante, poiché quel genere di film, blockbuster dal budget enorme, erano stati un flop negli ultimi anni. Ma Horner insisteva. Secondo lui, Titanic, sarebbe entrato nella storia del cinema.
“Per ora Cameron non ne vuole sapere niente di una canzone” disse, “ma sono sicuro che potremo fargli cambiare idea se Celine accetta di cantare quello che ho scritto con Will.”
In realtà c’erano stati dei precedenti con Horner e Jennings. Dalla loro collaborazione erano già uscite fuori numerose colonne sonore vincitrici di Oscar, e furono proprio loro a chiedere a Celine qualche anno prima, poco dopo l’uscita di Unison, di cantare la colonna sonore di An Amercan Tail (Fiever goes west), cartone animato prodotto da Steven Spielberg, dal titolo “Dream to Dream”. Ma a causa di dispute tra case discografiche, il progetto non era andato in porto.
“Bisognerà convincere Cameron” disse Horner. “Bisognerà convincere Celine”, aggiunse Rene “e me.”
Si rincontrarono tutti e tre in una suite del Caesar’s Palace. Horner si mise al piano per suonare My heart will go on.
Celine ricorda così quei momenti:
Poteva essere uno dei più brillanti melodisti che io conoscessi , ma la sua voce era opaca, triste, secca. Non funzionava. Facevo alle sue spalle dei grandi gesti a Rene, delle smorfie, delle occhiatacce, per fargli capire che non volevo fare quella canzone. Adoravo il testo, ma la melodia mi sembrava senza anima.
Rimanete sintonizzati su Celine Dion Italia per la seconda parte della storia!
“Rene, you’re the colour of my love”

Sapevate che Celine e Renè hanno mantenuto nascosta la loro relazione al pubblico per quattro anni?
Dopo aver iniziato la loro relazione dopo l’Eurovision del 1988, vinto proprio da Celine, Rene non volle che Celine parlasse del loro amore in pubblico, per paura di mettere a rischio la sua allora nascente carriera negli USA, a causa della loro differenza di età, del fatto che lei potesse stancarsi di stare in futuro accanto ad un uomo prossimo alla vecchiaia e a causa della possibile convinzione della gente circa una manipolazione di Celine da parte di Rene. Secondo lei, invece, desiderosa di urlare al mondo intero il suo amore per Rene, le menzogne potevano essere ancora più distruttive. Avevano le stesse passioni, gli stessi desideri, gli stessi gusti e, in una certa maniera, praticamente la stessa età. Da più di 10 anni avevano vissuto assieme le stesse esperienze. Erano partner di affari, ed amanti ormai da anni, e lei non riusciva a comprendere perché dovesse nascondere il suo amore. Ma Rene le ripeteva che era meglio attendere ancora un po’ e che prima o poi un momento ideale si sarebbe presentato.
L’estate del 1992 Rene fece sentire a Celine, su un volo per Siviglia, una canzone scritta a David Foster, The colour of my love. David Foster aveva deciso di dare questa canzone a Celine perché è una vera canzone d’amore e lui era a conoscenza della relazione tra Celine e Rene. Proprio quella notte sull’aereo, Celine promise a Rene che la prima volta che avrebbe cantato questa canzone in pubblico, non avrebbe cantato solo il colore del suo amore, ma gli avrebbe dato un nome.
L’11 Settembre 1992, Celine era invitata alla trasmissione di Lise Payette, Tête a Tête, che sarebbe stata trasmessa qualche giorno più tardi, il 18 Ottobre. Poche ore prima Celine aveva ancora una volta accusato Rene di voler mantenere la loro relazione segreta perchè non credeva che potesse durare, cosa che colpì molto Rene.
Durante l’intervista, Celine scoppiò in lacrime ad una domanda della conduttrice, riuscendo però a mantenere il suo segreto.
Rene decise così di ufficializzare la loro relazione, regalandole durante una romantica cena un anello di fidanzamento, il giorno del suo 25esimo compleanno.
L’occasione per annunciare al pubblico il loro amore si presentò proprio per il lancio del suo terzo album in inglese, The colour of my love, l’8 novembre 1993 al Teatro Métropolis. Celine annunciò, davanti ad un pubblico in delirio, le sue nozze con Rene, ed annunciando il suo amore anche sul libretto dell’album, con le seguenti parole:
“Rene, you’re the colour of my love. L.V.”
L’incontro con Rene

Conosciamo bene il legame lavorativo e soprattutto sentimentale che unisce Celine a suo marito Rene, ma forse non tutti conoscono i dettagli del primo incontro che avvenne tra i due, ormai 30 anni fa.
Come già raccontato qui, Rene non è stata la prima persona con cui Celine è venuta in contatto per lanciare la sua carriera. Proprio con Paul Lévesque Celine aveva inciso una demo di Ce n’était qu’un reve e di altre due canzoni, Grand-Maman e Chante-la ta chanson.
E’ una di queste demo che, il 16 Gennaio 1981, finisce tra le mani dell’allora 39enne Rene Angelil in un pacco marrone con un elastico rosso, recante un numero di telefono. Gilles Cadieux, il giovane uomo che consegna il pacco per poi dileguarsi velocemente, dice a Rene che si tratta di tre canzoni di una giovane ragazzina di 12 anni, che deve ascoltare.
Rene era scettico. Che bisogno aveva di ascoltare una ragazza di 12 anni?
Due settimane più tardi è Michel Dion, fratello di Celine e allora cantante del gruppo Le Show, a telefonare a Rene, dicendogli di avergli inviato una cassetta poco tempo prima: “Tre canzoni. E’ questione di dieci minuti, che ti potranno cambiare la vita.”
“E chi ti dice che io non abbia ascoltato le canzoni?” replica Rene.
“Se l’avessi fatto ci avresti richiamato”.
Informatosi sulla giovane età di Celine, Rene replica a Michel dicendo che vi era già una giovane ragazzina della stessa età, che cantava bene, e non c’era spazio per due.
“Mia sorella non ha niente a che vedere con Nathalie Simard” lo interruppe Michel “Ascolta la cassetta, ti dico. Dieci minuti e, ti ripeto, la tua vita cambierà!”.
Rene apprezzò la replica di Michel e più tardi nel suo ufficio, in un grigio pomeriggio, ascoltò quella cassetta.
Non credeva a quello che aveva appena sentito. Una voce potente, vibrante, perfettamente gestita.
Incredulo, richiama subito Michel ed organizza un incontro con Celine per il pomeriggio stesso.
Verso le 14, Thérèse Dion arriva con la figlia, una ragazza piccolina, con molto carina, i canini sporgenti, ma con degli occhi meravigliosi, grandi che riflettevano intelligenza.
Rene le parlò molto dolcemente. Celine, molto timida, parlava poco. Aveva detto solo, pensando di fargli piacere, che la sua cantante preferita era Ginette Reno, di cui conosceva tutte l ecanzoni e che aveva visto una volta in concerto alla Place des Arts.
“Allora, vuoi fare come se fossi alla Place des Arts e cantare Ce n’était qu’un reve?”
Lei gli risponde che è abituata a cantare con un microfono in mano o qualcosa che gli somigliasse.
Rene gli porge così la sua penna.
Celine si alza, si allontana di qualche passo e inizia a cantare la canzone che aveva sconvolto Rene qualche ora prima.
Era come se avesse preso il controllo di una grande scena, come se fosse realmente alla Place des Arts.
Guardava i balconi dietro Rene che, ancora seduto alla sua scrivania, non credeva ai suoi occhi ed alle sue orecchie. Aveva tutto ciò che aveva ascoltato nella cassetta. Presenza, istinto, controllo della voce…
Fu allora che Rene decise di interrompere gli studi in Legge che aveva ripreso poco tempo prima e di iniziare a gestire la carriera di quella che da lì a pochi anni sarebbe diventata una grande star, nonchè sua moglie.
Qualche anno dopo Celine dirà:
Quella penna fu il mio primo microfono importante.
“La dernière de Céline”, un live imperdibile!

“La dernière de Céline” (conosciuto anche come “Millennium concert”) è il titolo di un concerto tenuto da Céline la notte fra il 31 dicembre 1999 e il 1° gennaio 2000 al Centre Molson di Montreal davanti a 25 000 persone per celebrare l’arrivo del nuovo millennio e per regalare ai suoi fans un ultimo grande evento d’addio, prima dei due anni di silenzio e ritiro dalle scene per un periodo di riposo e per cercare di avere un figlio. Il concerto chiude il lungo “Let’s talk about love tour” inizato a Boston il 21 agosto 1998; da questo tour, segnato da alcune tappe cancellate a causa della malattia di René, è stato estratto anche il live da Parigi “Au cœur du stade”. Per Céline l’evento vuole essere anche un modo per celebrare, assieme al suo Quebec e con i con i fans che la seguono dal suo debutto, i grandi successi ottenuti negli ultimi anni sulla scena internazionale; il concerto infatti si apre infatti, sulle note di “My heart will go on”, con una serie di immagini che riassuomono la carriera di Céline sul palcoscenico dai tempi di “Ce n’était qu’un reve” al 1999.
Il concerto è trasmesso in Quebec da TVA, così come in Francia, nel resto del Canada e negli Usa. Molte persone annunciano che trascorreranno la notte di capodanno guardando la performance di Céline; fra questi vi sono il presidente Bill Clinton e la moglie Hillary, da sempre ammiratori di Céline, ed il pugile Mohammed Alì. L’atmosfera del concerto è elettrizzante ed il repertorio scelto cerca di essere una sorta di antologia della carriera della signora Dion; sono infatti presentati brani che Céline non interpretava live da molti anni e che non reinterpreterà negli anni successivi (come ad esempio “Des mots qui sonnent” o “Incognito”). I brani sono tratti dagli album “La voix du bon Dieu” (1981), “Tellement j’ai d’amour…” (1982), “Les chemins de ma maison” (1983), “Mélanie” (1984), “Incognito” (1987), “Unison” (1990), “Dion chante Plamondon” (1991), “The colour of my love” (1993), “D’eux” (1995), “Falling into you” (1996), “Let’s talk about love”(1997), “S’il suffisait d’aimer” (1998), “These are special times” (1998), “All the way…A decade of song” (1999). Come nelle alter tappe francofone del tour, all’interno del concerto Céline presenta un medley di quattro fra i suoi primi successi; rispetto al live “Au cœur du stade”, il quarto brano non è “L’amour existe encore” (qui eseguito a parte), ma “Une colombe”, singolo che Céline aveva interpretato il 10 settembre 1984, davanti a 65 000 persone, nello stadio olimpico di Montreal, in occasione della visita di papa Giovanni Paolo II. Nell’esecuzione, all’interno del medley, del brano del 1982 “D’amour ou d’amitié”, si può notare un errore di Céline: nel ritornello invece di cantare “Lui seul peut décider qu’on se parle d’amour ou d’amitié”, come correttamente cantano le coriste, nella seconda parte del verso anticipa il verso della strofa successiva, dicendo “Lui seul peut décider… entre une histoire d’amour ou d’amitié”.
La serata ha anche degli ospiti: l’attore e comico Stéphane Rousseau (autore fra l’altro di una divertente parodia di “Le blues du businessman”), Bryan Adams, con cui Céline ha collaborato negli album “Let’s talk about love” e “These are special times” e il cast (originale) del musical di Luc Plamondon e Riccardo Cocciante “Notre Dame de Paris” (da cui Céline interpreta il brano “Live”, versione francese di “Vivre”, originariamente cantato da Noa e da Helene Segara). Con loro Céline realizza dei duetti rimasti inediti: “It’s only love”, “When you’re gone” e “(Everything I do) I do it for you” con Bryan Adams, “When I fall in love” con Daniel Lavoie, “J’irai ou tu iras” con Luck Mervil, “Le blues di businessman” con Bruno Pelletier, “Unison” con Stéphane Rousseau e “I’m your angel” con Garou (con cui è solo il primo di altri duetti).
Prima dello scoccare della mezzanotte, un’emozionatissima Céline fa il conto alla rovescia assieme al marito René, per poi perdersi nei baci suoi e di tutta la famiglia Dion riunita. Per Céline è anche l’occasione di festeggiare il ritorno al suo fianco del marito, dopo la battaglia contro il cancro. Non è raro che i genitori di Céline appaiano nei suoi concerti (così anche nei live “Unison”, “The colour of my love” e “Au cœur du stade”), ma per quanto riguarda il padre di Céline queste saranno le ultime immagini che vedremo.
Céline sceglie infine di concludere il lungo concerto e quindi questa lunga importante e densa stagione della sua vita e della sua carriera con la sua prima canzone, scritta per lei dalla madre e dal fratello: “Ce n’était qu’un reve”. In realtà lo stesso 1° gennaio 2000 Céline ha poi tenuto un ultimo concerto privato, riservato a pochissimi invitati.
L’atmosfera di “La dernière de Céline” è unica e in un certo senso questo evento rappresenta davvero un punto e a capo per la ragazza prodigio, ultima di 14 figli. Quando tornerà nel 2002 ormai sarà una madre, una diva e centro di un apposito e costosissimo show a Las Vegas, ma questa è un’altra storia….
