Considerazioni sul tour francofono

03
Giu

Manifesto pubblicitario del tour francese

Il Taking Chances World Tour, conclusosi dopo 133 tappe il 26 febbraio 2009, ha toccato diversi paesi francofoni. Come artista bilingue di madrelingua francese, Celine ha avuto il merito di portare la canzone francese là dove questa non era mai arrivata prima: Asia, Africa, Europa dell’est, Messico… In tutte le tappe del tour Celine ha cantato, per ricordare le sue radici francofone, il suo più grande successo in francese: Pour que tu m’aimes encore. Alcuni di voi forse ricorderanno ancora che, nel live in Memphis (Falling into you tour) Celine proponeva al pubblico americano, oltre a Pour que tu m’aimes encore, anche Le ballet, brano durante il quale presentava al pubblico i suoi orchestrali divertendosi a imitare gli strumenti che ciascuno di loro suonava con mirabili improvvisazioni vocali: lo trovate qui.

Nei paesi francofoni, invece, Celine ha sempre tenuto, vista la sua vasta discografia francese che si è sviluppata parallelamente a quella inglese, dei concerti differenziati, che contenevano quasi esclusivamente brani nella sua lingua nativa, introducendo nella tracklist solo qualche singolo inglese di particolare successo.

Le cose però a un certo punto hanno cominciato a cambiare: il numero di canzoni francesi è andato progressivamente diminuendo, fino a diventare veramente esiguo nell’ultima tournée. Le tappe francesi del Taking Chances World Tour differivano da tutte le altre per il fatto che Celine, arrivando sul palco alla fine dell’intro, salutava il pubblico con le parole “Bonsoir nome della città, vous etes prets? Vous etes prets?” invece che “I drove all night to get to you, is that all right? Is that all right nome della città?”. E naturalmente durante la serata parlava col pubblico solo in francese. A parte questo però, a noi pare, e non senza dispiacere, che di francese non ci sia stato molto. Molti fan sono arrivati in Francia, in Belgio, in Svizzera, addirittura in Quebec fiduciosi che avrebbero ascoltato per la prima volta le canzoni che Celine non canta in altre parti del mondo, nonché i nuovi brani tratti dall’ultimo album studio in francese “D’elles”, ma sono rimasti a bocca asciutta. Al punto che viene da chiedersi: Quanto sono stati francofoni i concerti francofoni dell’ultimo tour mondiale? E ci sono elementi chiari per rispondere: poco, molto meno che in passato. Vediamo in dettaglio la situazione nel corso degli anni:

  • 1994, Olympia di Parigi: Celine ha cantato 13 canzoni in francese sui 17 brani presenti nel CD live dell’evento, cioè il 76% del concerto era in francese;
  • 1995, Zenith di Parigi: 14 canzoni francesi sulle 18 presenti nell’home video del concerto, cioè il 78% del concerto;
  • 1999, Stade de France, Parigi: 10.5 canzoni francesi su 19.5 totali, cioè il 54% del concerto era in francese (conteggiando come metà canzone i brani in medley, cioè Staying alive / You should be dancing, Ce n’etait qu’un reve, D’amour ou d’amitie, Mon ami m’a quittee, L’amour existe encore, Ziggy). In alternativa a questo criterio, se si considerano i tempi, si ottiene 44 minuti e 23 secondi di canzoni francesi su 1 ora, 29 minuti e 43 secondi totali, cioè il 50% del concerto era in francese (i due diversi criteri non conducono a risultati molto diversi tra loro).
  • 2008, Stade Charles Ehrmann, Nizza, Francia: solo 8 canzoni francesi su un totale di 23, cioè il 35% del concerto (al Palais Omnisports di Bercy, Parigi i numeri sono stati del tutto analoghi);
  • 2008, Centre Bell, Montreal, Canada Francese: nella sua patria, che aveva appena festeggiato il proprio orgoglio culturale e linguistico nella festa dei 400 anni dalla fondazione di Quebec city, Celine ha cantato solo 8 brani francesi su un totale di 25, cioè il 32% del concerto.

Che i concerti francofoni di quest’ultimo tour siano stati molto meno francofoni che in passato è perciò un fatto inconfutabile. Ma c’è un’altra considerazione, forse ancora più spiacevole. Se da un lato è vero che Celine ha riconfermato e superato sul palco le sue doti uniche al mondo di interprete (in particolare in Je sais pas, che ha cantato in questa tournée con dei vocalizzi mozzafiato, e in L’amour existe encore, recitata con accenti drammatici al Centre Bell di Montreal), non si può non notare che le canzoni selezionate sono tutte piuttosto datate, il che non le rende certo meno belle, ma non ha lasciato spazio ai nuovi brani di 1 fille & 4 types e D’elles. Pour que tu m’aimes encore, Je sais pas, J’irai où tu iras e Destin sono del 1995. L’amour existe encore e Ziggy del 1991. Dans un autre monde e S’il suffisait d’aimer del 1998. Solo una canzone (S’il n’en restait qu’une, 2007) tra quelle che Celine ha cantato in questo tour, è stata incisa dopo il 2000, se si eccettua Tout l’or des hommes (2003), interpretata solo ad Anversa. Peccato, perché canzoni come On s’est aime a cause, Je cherche l’ombre, Immensite, A cause, Contre Nature, Je lui dirai una chance la meritavano.

Quattro brani tratti da D’eux e due da S’il suffisait d’aimer contro uno solo tratto da D’elles e nessuno da 1 fille & 4 types, a nostro avviso, per una tournee che si intitolava “Correre i rischi”, sono indice del fatto che, di rischi, la produzione del tour ne ha voluti correre veramente pochi.

 


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