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‘L’Enigmatica Celine Dion’ #17

Benvenuti al diciassettesimo appuntamento con la traduzione del libro di Denise Bombardier, ‘L’Enigmatique Celine Dion‘, che, vi ricordiamo, potete acquistare da Amazon.it ad un prezzo stracciato.

Nel passato, gli artisti quebecchesi riusciti ad imporsi oltre confine sono stati messi nella scomoda situazione di dover provare che il loro successo altrove non alterava la loro appartenenza al paese. I quebecchesi, per una forma di insicurezza leggendaria, hanno sempre paura di essere abbandonati dai loro rari idoli che raggiungono la notorietà sotto altri cieli.
René Angélil, cosciente di questa realtà, non ha mai spezzato i suoi legami con il Québec. La sua impresa ha la sede sociale a Laval, nel sobborgo di Montréal, e la coppia vi possiede delle residenze. René Angélil ha ricevuto ogni mattina, alla porta della sua suite in hotel, una versione stampata del grande quotidiano popolare “Le Journal de Montréal”. Thomas, quebecchese ovviamente, il pilota dell’aereo, un jet dell’impresa Bombardier, era responsabile della stampa su carta del quotidiano che lasciava personalmente alla suite della coppia. In questo modo, il padrone poteva ritrovare la sua routine che ha saputo riprodurre anche a Las Vegas dove, grazie alla tecnologia, rimane uno spettatore assiduo della televisione quebecchese che riceve in diretta.
Questo desiderio di prossimità Céline lo vive alla sua maniera circondandosi prima di tutto dei membri della sua famiglia. Due sorelle, un fratello e un cognato vivono stabilmente al suo fianco. Michel Dion, direttore di scena della tournée, è colui che durante lo spettacolo sussurra talvolta i testi alla sua giovane sorella sulla scena. Questo legame del fratello che sussurra nell’orecchio della sua “principessa”, come egli la chiama, è l’immagine della relazione affettiva tra Céline ed alcuni membri della sua famiglia. Poiché Céline Dion, la donna forte, carbura prima di tutto con l’affetto. A vedere la complicità che regna tra loro, ci si domanda se, senza il suo mondo, quello che la lega alla sua infanzia, lei saprebbe sottrarsi a tutte le trappole collegate allo status di celebrità. Vi ritrova la sua sicurezza per un effetto specchio, poiché l’immagine che le ritorna da questi intimi non è alterata dalle scorie della vanagloria.
Céline manifesta una riconoscenza senza limiti ai quebecchesi che l’hanno proiettata al primo vertice della sua gloria. Ammetterebbe lei che quest’amore possessivo per “la loro” Céline la blocca talvolta in un personaggio lontano dalla donna matura, sicura di sé, cosciente della sua singolarità e dell’impatto delle sue azioni? In territorio quebecchese Céline Dion si è per lungo tempo sentita obbligata a regredire in qualche modo. Ma abbiamo assistito ad un capovolgimento della situazione durante la sua tournée del 2008.

Mia cara Celine… diciottesima puntata

Che opera ha compiuto!

Per rendervi la diciannovesima testimonianza su Céline (ricordate che una puntata ne conteneva due? Chi saprebbe dire qual era?), entriamo negli uffici della Feeling Productions, l’azienda di proprietà dei coniugi Dion che insieme alla Sony gestisce la carriera della diva. Ecco il racconto di Mario Lefebvre, che conosce Céline dal 1987 e che attualmente si occupa delle carriere di Garou, Marilou e Marc Dupré.

Ritorno alle origini
“Per me il periodo più interessante fu quando lanciammo Unison e attaccammo il mercato canadese inglese, che non era granché aperto ai cantanti del Québec. Lavorammo sodo per tutto quell’anno, da Saint-Jean de Terre-Neuve fino a Vancouver [per i meno esperti di geografia: dall'estremità orientale del Canada, posta sull'isola di Newfoundland, che si affaccia sull'Atlantico, alla costa pacifica, quindi in sostanza tutto il Canada palmo a palmo].
Che opera ha compiuto Céline! La sua grande forza è affascinare le persone con la sua voce. L’ho vista convincere i canadesi, direi quasi uno per uno, una serata dopo l’altra, una città dopo l’altra. Quando la campagna promozionale terminò, Céline era diventata la più grande cantante del Canada, e qualche anno dopo la miglior cantante del mondo.”

Two hearts in need of one anotheeeeeeeeeeeer…
Se durante il tour Unison Céline proponeva al pubblico dei numeri come il bis di Where does my heart beat now a cappella, sfoderando in una sola canzone più armonici di quanti altre cantanti siano riuscite a mettere insieme non in una serata, ma forse in tutta la loro carriera, allora noi siamo d’accordo con Lefebvre, e il titolo di miglior cantante del Canada e forse del mondo ci appare supportato da riscontri oggettivi. Con questa indimenticabile performance, tratta dal concerto al Winter Garden Theatre del 1991, noi vi salutiamo e vi diamo appuntamento alla prossima imperdibile puntata di Mia cara Céline. Cliccate qui e godetevi lo spettacolo.

Dicono di lei… – Richard Marx

Richard Marx è un famoso cantautore americano che a fine anni ’80/inizio ’90 piazzò diverse hit in classifica. Il suo cavallo di battaglia è la favolosa ‘Right Here Waiting’.

Forse non tutti sanno che Marx è autore del brano ‘Dance With My Father’, interpretato originariamente da Luther Vandross, e poi ripreso da Celine Dion sia dal vivo ai Grammy 2004, sia in versione studio (la potete trovare nella raccolta ‘My Love: Ultimate Essential Collection’).

E proprio ai Grammy 2004 fu Richard Marx ad accompagnare al piano un’emozionatissima Celine durante la performance. Richard racconta così all’Huffington Post la sua esperienza con Celine:

Celine aveva perso da poco il padre. Fu davvero difficile per lei affrontare questo brano. Luther era ancora vivo, ma ricoverato in ospedale. Celine fu perfetta, ricordo che andai a Las Vegas per esercitarci sul brano prima dello show. Quell’anno in particolare ai Grammy ci furono un sacco di esibizioni spettacolari: gli Outkast, gli Earth, Wind & Fire e 40 persone diverse sul palco insieme (ride). Poi uscimmo noi, molto semplicemente, io al piano e Celine che cantava. Ma fu davvero potente. Lei sentiva davvero sua la canzone perché, come ho detto, suo padre era morto da poco. Solo il fatto che io abbia suonato il piano per Celine Dion è una grande soddisfazione per me.

‘L’Enigmatica Celine Dion’ #16

Benvenuti al sedicesimo appuntamento con la traduzione del libro di Denise Bombardier, ‘L’Enigmatique Celine Dion‘, che, vi ricordiamo, potete acquistare da Amazon.it ad un prezzo stracciato.

René Angélil dà un’importanza, che ad alcuni può sembrare smisurata, a tutto ciò che si dice e si scrive su Céline sui media quebecchesi. E protegge l’artista tacendole le critiche di cui lei è oggetto e di cui le voci malgrado tutto le arrivano. E’ sorprendente constatare che i successi multipli e innegabili non permettono alla coppia di essere al di sopra delle critiche provenienti dal loro paese. Nel corso degli anni, René Angélil ha saputo, da geniale manipolatore, bloccare, isolandoli, certi irriducibili avversari per i quali la voce, lo stile, le scelte musicali della cantante sono odiosi. Ritroviamo ovunque nel mondo degli specialisti di musica pop che criticano Céline Dion. Ma in Québec la star e suo marito sono l’oggetto di un dibattito irrazionale da che essi occupano la prima pagina della attualità.
I numerosissimi fan quebecchesi sono sensibili a questo modo che hanno René Angélil e Céline Dion di trattarli senza alterigia. “Céline è come noi” significa in Québec: “Lei non si fa passare per un’altra, è rimasta la stessa. E’ semplice, ci comprende. E’ della famiglia.” Eppure, niente assomiglia meno ad una famiglia che Sony, la multinazionale del mondo dello spettacolo che regola la carriera dell’artista in associazione con l’impresa Feeling, proprietà di Céline Dion e René Angélil. Questo contesto commerciale di una formidabile efficacia non prende mai il sopravvento sull’immagine della cantante che il suo entourage, composto da fedelissimi, gestisce secondo la legge di René, il padrone indiscusso. Ecco perché i fanfaroni, i testoni e i pretenziosi non hanno successo nell’entourage della coppia. Questa prima cerchia di qualche persona lavora sotto l’autorità paterna di René Angélil, figura emblematica che può con un osservazione immergere il suo interlocutore in uno stato di panico. La presenza onnipotente di questo padre simbolico, cerbero della star, guardiano della sua immagine e protettore del suo benessere quotidiano, conferisce all’organizzazione un carattere familiare rafforzato dalla presenza presso la coppia dei membri delle due famiglie che occupano funzioni diverse. Semplificando, possiamo dire che le nozioni di datore di lavoro e di impiegato sono messe in attesa a beneficio dell’appartenenza ad un clan in cui l’uso del francese in dialetto quebecchese esclude talvolta gli “stranieri”.

Un giorno con André

Lo Sapevate?

Come molti fans di Céline sanno André Coutu è un chitarrista,compositore che lavora con la Dion dal 1991.Laureatosi all’Université de Montréal ha continuato la propria carriera musicale lavorando per grandi artisti (internazionali e quebecchesi) quali David Foster,Lynda Lemay,Isabelle Boulay,Robert Charlebois,Ginette Reno e Ima,giusto per citarne alcuni.
Oggi, in esclusiva per il CelineDionItalia.com pubblicheremo l’intervista fatta ad André Coutu durante il periodo natalizio, scopriremo assieme un André inedito che ci racconterà tanti anni di avventura musicale con Céline. Vi auguriamo Buona lettura!

F: Salve André innanzitutto grazie della tua gentilezza e disponibilità. Raccontaci come hai intrapreso la tua carriera musicale? Come mai hai scelto la chitarra come tuo strumento?

André: La chitarra mi ha sempre attirato sin da bambino, certo avevo provato il pianoforte ma il mio desiderio era imparare a suonare la chitarra. Un giorno,avevo circa 12 anni, ne ho ricevuta una in regalo ed è stato subito colpo di fulmine! Certo so suonare il pianoforte, il che è essenziale per comporre,  suono inoltre la tastiera, il basso ma la chitarra classica è lo strumento che mi rappresenta di più, che conosco meglio e che posso sfruttare al massimo.

F: Tu hai studiato dove? Parlami della tua gioventù.

André: Ho studiato innanzitutto a Chicoutimi, il luogo in cui sono nato. E’ una piccola cittadina a nord di Quebec, dove fa tanto freddo ma la gente è tanto gentile e calorosa. A Chicoutimi c’è un conservatorio di musica in cui ho iniziato a studiare la chitarra classica e allo stesso tempo chitarra elettrica. Ci divertivavamo un mondo con gli amici di infanzia, suonavamo tutti assieme in una band. Anni dopo sono andato all’Università di Montréal per completare i miei studi in musica jazz e musica popolare o pop.

F: Come hanno vissuto i tuoi genitori la tua gioventù da musicista?

André: I miei genitori hanno fatto tantissimi sacrifici per darmi tutto ciò di cui avevo bisogno, sono stati molto generosi con me, ed essendo figlio unico, mi hanno permesso di studiare musica la cosa che più amo. Mi hanno sostenuto nel mio studio e poi nel lavoro di musicista, malgrado questo sia un mestiere poco rassicurante per loro, però devo dire che ho avuto fortuna e sono riuscito ad ottenere ottimi risultati. Ho fatto della mia passione un lavoro che mi permette di vivere bene e questo andando ben al di là delle aspettative dei miei genitori.Loro hanno sempre visto quanto amassi suonare, si potrebbe persino dire che vivevo solo di quello.

F: Come vivi questa vita da musicante-viaggiatore? Cosa ne pensa la tua famiglia attuale?
André: Certo è bello visitare tutti questi posti nuovi, un’occasione unica e rara nella vita, lavorare viaggiando. Però bisogna dire che questo può essere stancante con il tempo, bisogna educare il proprio corpo e prendersi tutto il tempo per riposare per essere in forma per gli spettacoli. Adesso che sono a Las Vegas per esempio per la mia famiglia e le mie figlie è più facile venirmi a trovare, per passare più tempo assieme.

F: Piccola curiosità, ma per il Taking chances world tour del 2008-2009 come facevi a vedere la tua famiglia?

André: Sarebbe stato certo impossibile partire con me perchè ognuno ha il proprio lavoro, le mie figlie la scuola, però trovavamo sempre la soluzione per vederci, ad esempio quando Céline si è esibita al Madison Square Garden, la mia famiglia mi ha raggiunto, o per esempio anche quando siamo andati in California c’è stata la possibilità di vederci.

F: parliamo un pò dei tuoi miti musicali, quali sono i cantanti che ami? quali i musicisti?

André: Céline sicuramente è una delle mie artiste preferite, ha davvero un talento eccezionale. Mi piacciono inoltre Michael Jackson, Stevie Wonder, Elton John,Eric Clapton,James Taylor,Robert Plant, Bono. Ci sono anche altri artisti Soul che mi affascinano particolarmente quali Me’shell Ndgeocello e Erykah Badu e tanti altri…

F: Parliamo un pò dello show se ti va, quale è la tua canzone preferita? come vivi con gli altri artisti?

André: Ci sono tantissime canzoni che amo ma la canzone a cui tengo di più è in assoluto Where does my heart beat now perchè mi ricorda l’inizio di questa splendida avventura, quando ho cominciato a lavorare per Céline e René. Un’altra canzone che  apprezzo è The reason in cui ho la possibilità di interagire musicalmente solo con Céline. Tutto il concerto comunque è davvero spettacolare ed è un piacere per me farne parte. Come vivo con gli altri artisti? Bene, siamo tanti, e molti di noi lavorano con Céline da più di quindici anni, Mégo, Paul Picard, Yves Frulla, Elise Duguay,Dominique Messier,Marc Langis, Barnev Valsaint e recentemente si è aggiunto Jean Seb Carré. Perciò molti dei musicisti sono amici di lunga data, siamo come una grande famiglia, non abbiamo bisogno di parlare per comprenderci. Musicalmente la nostra vita scorre a ritmi frenetici, tutti abbiamo un ruolo ben definito all’interno dell’orchestra. Recentemente sono stati aggiunti 5 ottoni e 15 strumenti a corde, musicisti di grande qualità. E’ tranquilla e rilassata l’aria che si respira.

F: Come vivi a Las Vegas, cosa fai al di là delle prove?

André: Dal mese di agosto viviamo tutti qui a Las Vegas, ciò mi permette di passare più tempo con la famiglia, con le mie figlie. Quando sono qui e ho tempo libero compongo musica in un piccolo studio di registrazione che ho in casa. Nel tempo libero quando sono a LV amo suonare con vecchi amici anche loro musicisti mentre quando torno a Montréal con alcuni amici di vecchia data ho formato un piccolo gruppo che si chiama i Tree Bees .

F.: Qual è il tuo rapporto con Céline?

André: Credo di avere un buon rapporto con lei, non la vedo spesso, non le parlo spesso come la gente può immaginare. Lei è molto presa, e lo capisco, dalla sua vita, dalla sua famiglia e soprattutto dalla sua attività professionale. Tutti cerchiamo di rispettare la sua intimità. E’ una donna molto riservata.

F.: raccontami il tuo primo incontro con Céline Dion!

André: é un ricordo speciale, sicuramente lei non se ne ricorderà;avevo circa 25 anni e  rimpiazzavo il mio professore di chitarra quando lei aveva solo 19 anni, avevamo fatto uno spettacolo a Québec Ville, uno dei miei primi ingaggi professionali fatto quasi ad improvvisazione, senza prove! Era andata bene e l’avevo trovata davvero gentile. Io portavo dei pantaloni un pò particolari, colorati a righe, molto vistosi se devo essere sincero. Lei è arrivata e mi ha subito detto : “Belli i tuoi pantaloni!”. Ci siamo rivisti anni dopo quando sono stato chiamato per diventare chitarrista associato. Sono sempre stato impressionato dal suo talento.

F.: ultima domanda, puoi dire di aver realizzato il tuo sogno d’infanzia?

André: Si, quello di fare il musicista e di esserne completamente soddisfatto.

F.: Grazie André. I fans italiani ti ringraziano del tempo che ci hai dedicato.

André: Mi fa molto piacere. A presto!

L’équipe du CelineDionItalia.com remercie André Coutu pour avoir rendu possible cette entretien. Merci André!

Piccola curiosità, lo staff del CelineDionItalia ha incontrato diverse volte André Coutu, come ad esempio per il 3° raduno dei fans italiani tenutosi il 2 luglio del 2008. L’immagine che vi postiamo però è quella del recente incontro in Nevada,a Las Vegas il 14 marzo 2011.


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