feedburnerSeguici su FacebookSeguici su Twitter Iscriviti ai Feed RSS youtube

Archivio Autore

Mia cara Celine… ventesima puntata

Ed eccoci giunti alla ventesima parte della rubrica Mia cara Céline! Come promesso, questa settimana vi proponiamo non una ma due testimonianze sulla nostra beniamina.

E’ bella e semplice
La prima è di Claude Dubois. Nato a Montréal come Céline, Claude Dubois cominciò a cantare da piccolissimo, ed è considerato oggi una delle voci più particolari della musica pop quebecchese. In Francia il suo nome è associato soprattutto all’interpretazione di Le blues du businessman, tratta dal musical Starmania. Il 7 maggio 2007 ha pubblicato un album di duetti, contenente tra l’altro Si Dieu existe, cantata assieme a Céline. Si tratta di una canzone dalla linea melodica non scontata, che i due hanno interpretato anche dal vivo al concerto di beneficenza per l’ospedale pediatrico Sainte-Justine (4 agosto 2007) e allo storico evento sur les plaines (22 agosto 2008).

Su Céline ha detto: «Ho incontrato Céline Dion per la prima volta in uno spettacolo di beneficienza a Longueuil. Era giovanissima. René Angélil gestiva la sua carriera, ma il suo primo album non era stato ancora lanciato. Ho sempre apprezzato la sua grande capacità di ascoltare, è questo che mi impressiona di lei. Inoltre, Céline ha molto rispetto per le persone più semplici. Mi piace molto questa cosa… Non c’è bisogno che mi metta a parlare del suo talento eccezionale. E’ il fatto che ha la testa sulle spalle a interessarmi. E’ bella e semplice. A ben guardare, lo è sempre stata.»

Mi suscita rispetto
Lise Payette è una scrittrice e giornalista nata a Verdun, in Québec. Deputato del Parti Québecois, è stata a capo di diversi Ministeri tra il 1976 e il 1981. Le sue posizioni sulla condizione della donna hanno destato non poche polemiche negli anni delle lotte femministe. Politica a parte, Lise Payette (come pure Janette Bertrand) è una delle autrici di D’elles: ha scritto per Céline la struggente Je cherche l’ombre, una delle canzoni più emozionanti di D’elles. Ecco cosa ha detto a proposito di Céline:

«Il nostro primo incontro è stato all’inizio degli anni ’90, quando la intervistai in una puntata del mio programma televisivo Tête à tête. Lei fu la mia prima invitata…» Quell’intervista rimase impressa per sempre nella memoria dei quebecchesi perché Céline scoppiò subito in un pianto dirotto, causatole dal non poter rivelare l’identità del suo fidanzato.

Lise Payette quella sera disse addirittura «io passerò alla storia come colei che ha fatto piangere per un’ora Céline Dion». Abbiamo ritrovato nei nostri archivi il filmato originale di quell’intervista, e ve lo proporremo, corredato di trascrizione e traduzione in italiano, in un prossimo articolo. Continuate a seguirci quindi, sottoscrivete il nostro feed reader, e controllate spesso la nostra pagina Facebook.
Torniamo alla dichiarazione di Lise Payette.  «Questa donna mi suscita rispetto. E’ partita per il viaggio della vita con un bagaglio piccolissimo, che ora invece è diventato enorme. Che riesca a gestire la sua vita con tanta intelligenza, sensibilità, e misura, in un mondo fatto di eccessi, è semplicemente lodevole»

Prima di salutarvi… un piccolo quesito di cultura generale celinica. Come abbiamo detto sopra, anche Janette Bertrand, a cui è dedicata la diciannovesima puntata di questa rubrica, ha scritto una canzone per l’album D’elles. Sapreste dirci quale? Fatecelo sapere nei commenti qui sotto o su Facebook. Alla settimana prossima, ciao!

Celine Dion a GMA: “Ho paura dello showbiz”

Stamattina Céline Dion è intervenuta a Good Morning America, il programma che apre il palinsesto della ABC (il nostro Uno Mattina o Mattino Cinque, per intenderci), e ha parlato della morte di Whitney Houston. Trovate il video sotto la traduzione e la trascrizione. Céline è apparsa addolorata dalla prematura scomparsa della cantante, ma anche determinata nel denunciare la pericolosità dell’ambiente dello spettacolo: ha parlato di droga, di persone cattive, di influenze negative. Tematiche scomode, se non addirittura tabù, che le sono valse numerose critiche sui social network e sui mass media. Anche se questa redazione condivide pienamente il punto di vista di Céline sulla morte di Whitney e di altre celebrità, travolte dal successo e da una vita priva di regole, e ritiene doverosa una denuncia ferma di questo stato di cose, questo articolo non ha finalità apologetiche. Ci teniamo solo a  fornire ai nostri lettori la trascrizione fedele delle dichiarazioni di Céline e la rispettiva traduzione in italiano, in modo che ciascuno possa formarsi la sua opinione autonomamente. Si tratta di un testo dalla sintassi frammentaria e irregolare, perché Céline era molto concitata durante la telefonata. Buona lettura.

Celine Flash

Nota: Il testo originale inglese è presentato in fondo a questo articolo, dopo la traduzione in italiano.

Presentatrice: Buongiorno! 

Celine Dion: Buongiorno a tutti. 

P.: Grazie per aver trovato il tempo di stare con noi, Céline, mi ricordo che durante l’intervista con Oprah nel 2009 hai parlato direttamente, tramite video, a Whitney, e hai detto che sei cresciuta ascoltando le sue canzoni, che tutto quello che cantava ti ha ispirato. Che influenza ha avuto su di te e sulla tua musica?

C.D.: O Dio, prima di tutto mi dispiace dover parlare di questa cosa stamattina,  avrei preferito parlare d’altro. Whitney è stata un’enorme fonte di ispirazione per me. Ho  cantato assieme a lei per tutta la mia carriera. Volevo avere una carriera come la sua, cantare come lei, essere bella come lei, è  davvero triste che… la droga, non so, le cattive persone,  le cattive influenze l’abbiano sopraffatta. La droga ha preso il potere sui suoi sogni, sull’amore e la maternità, voglio dire, pensiamo a Elvis Presley, Marylin Monroe, Michael Jackson, Amy Winehouse, entrare nel tunnel della droga per qualsiasi motivo, che sia lo stress, le cattive frequentazioni… Che cosa succede quando si ha tutto, che cosa succede quando si ha l’amore, il supporto, la famiglia, la maternità, le responsabilità di crescere i propri figli, e poi all’improvviso arriva qualcosa e distrugge tutto. C’è qualcosa che io non capisco in quello che succede, ed è per questo che ho tanta paura, ho paura del mondo dello spettacolo, ho paura della droga, ho paura di andare a divertirmi, è per questo che non frequento le feste, è per questo che non faccio parte del mondo dello spettacolo, perché dobbiamo avere paura. 

P.: E’ un demone, come sai, Céline, molti (mostrano) i risultati sotto lo sguardo del pubblico, e molti fallimenti e battaglie. E’ interessante sentire che questo ti colpisce, tu sei una persona molto legata alla famiglia, e questo spiega in parte perché non vai alle feste eccetera. Puoi esprimere quello che la perdita di Whitney significa per te e per il mondo della musica? 

C.D.: Vedi, quando la musica aiuta o quando la musica cambia la vita delle persone… io sono sicura che la sua musica ha aiutato molte persone, la musica è terapeutica, aiuta un sacco di gente, voglio dire, sono sicura che lei incontrasse bambini e genitori che volevano conoscerla prima o dopo i concerti, per ringraziarla di come la sua musica li avesse ispirati. Mi riferisco alla mia esperienza personale, all’incontrare bambini, mamme che vengono a dirmi che hanno avuto dei problemi nella loro vita, che la mia musica li sta aiutando a superare le difficoltà, le malattie. Quando mi esibisco e le persone mi dicono «sai Céline, ho perso mio padre, ho perso un mio familiare, sto affrontando il cancro, e ascoltare le tue canzoni mi aiuta», allora la musica è molto terapeutica, ma – la sua musica naturalmente avanti, ma è semplicemente tragico che lei non potrà più essere parte di tutto questo. E‘ tragico, la sua musica vivrà per sempre, ma questo non basta, voglio dire, di tanto in tanto perdiamo delle persone, e 

P.: Le perdiamo troppo presto

 C.D.: E’ troppo presto! Prendere pillole per esibirsi, prendere pillole per svegliarsi, prendere pillole per addormentarsi, assumere droghe, è una sventura. Io ho sempre detto che bisogna divertirsi facendo musica ma che non bisogna fare parte, che è possibile non fare parte del mondo dello spettacolo, pur lavorando al suo interno. Perché non sai mai quello che ti può succedere in quegli ambienti. Bisogna fare il proprio lavoro, goderselo, e poi andarsene. Che cos’è che ti spinge a uscire con le persone sbagliate, voglio dire, lei aveva una famiglia

 P.: Sì, aveva una famiglia che le voleva molto bene, le sono stati accanto tante volte…

 C.D.: Cosa succede? Intendo, come mai? E’ più forte di tutto quanto, della famiglia, dei figli, dell’amore stesso, ma cosa sta succedendo?

 P.: Ci sono molte lezioni che ancora dobbiamo imparare.

Testo originale

Host: Good morning!

Celine Dion: Good morning everybody.

H.: It is great, we really appreciate your time, Céline, and I remember during that interview with Oprah in 2009 you spoke directly on tape to Whitney, and you said that you grew up listening to her, and that everything that she sang inspired you. What kind of influence did she have on you, on your music?

C.D.: Oh my God, well, first of all I am sorry that we talk this morning, I wish I could have been about something else. Whitney has been an amazing inspiration for me. I’ve been singing with her my whole career actually. I wanted to have a career like her, sing like her, look beautiful like her, it’s just very unfortunate that…er… that drugs and, I don’t know, bad people or bad influence took over. It took over her dreams, it took over love and motherhood, I mean when, you know, you think about Elvis Presley, and Marilyn Monroe, and Michael Jackson and Amy Winehouse, I mean, to get into drugs like that for whatever reason, is that because of the stress, bad influence… What happens when you have everything, what happens when you have love, the support, the family, motherhood, you have responsibilities of a mother and then something happens and destroys everything. There’s something that happens that I don’t understand, and that’s why I’m so scared, I’m scared of show business, I’m scared of drugs, I’m scared of hanging out, and that’s why I don’t do parties, that’s why I don’t hang out, and that’s why I’m not part of show business, because we have to be afraid.

H.: It is a demon, as you know, Céline, that many notches in the public’s eye and many fails and battle… it’s interesting to hear you say that this is something that you think about, and you’re such a family person and that’s part of the reason why you don’t go to parties and such. What do you think, her music, her loss, can you express what it means to you, and what it means to the music world, her loss?

C.D.: You know, when music helps or when music changes the lives of a lot of people… you know,  I’m sure that her music has helped a lot of people, you know, music is therapeutic and is helping a lot of wonderful people, I mean, I’m sure she’s met kids and parents that went to her before and after shows to thank her that her music has been an inspiration. You know, if I refer to my own experience with music, meeting with young kids and mothers who come to us and say that they’ve had some troubles in their lives, and that our music’s been helping them to achieve or to go through things in lives, being sick and listening to artist music. When I do performances and people come to me and say «you know, I’ve lost my dad, I’ve lost a member of my family, I’m going through cancer right now and I’m listening to your music and you’re helping me out» Music is very therapeutic, but – her music will travel for the rest of time, but it’s just tragic that she cannot even be part of it anymore. It’s tragic, her music will live forever, but it’s not enough, I mean… Time after time we lose people

H.: Lose ‘em much too soon

C.D.: It’s too soon, and it’s not time for that, I mean, taking pills to go performance, taking pills to wake up, and taking pills to go to bed, taking drugs to, I mean, it’s so unfortunate! I’ve always said that you have to have fun and do music and never be part, you can never be part of show business, because you don’t know what it’s gonna get in to your *****, you have to do your work, and have fun and get out of there. What makes you falling to going out with the wrong people, and I mean she’s had a family

H.: Oh, she has a very loving family, they reached out to her many times…

C.D.: What happens? I mean, how come? It’s stronger than all that, it’s stronger than family, than motherhood, than love itself, what’s going on?

H.: Many lessons we still have to learn.

video platform
video management
video solutions
video player

Mia cara Celine… diciannovesima puntata

Si amano davvero

Il personaggio
Ed eccoci giunti alla diciannovesima puntata di Mia cara Céline! Questa volta a parlarci di Céline è una sua concittadina scrittrice e attrice, con un passato da femminista e da autrice televisiva, e cioè Janette Bertrand.

Forse chi segue la diva da molti anni ricorderà ancora l’intervista a casa sua, in Canada, andata in onda il 19 dicembre 2005, intervista fatta proprio da Janette. Eccovi un fotogramma di quell’intervista tratto dai nostri archivi che, come avete avuto modo di vedere su Facebook, contengono centinaia, forse migliaia di ore di filmati su Céline che non troverete da nessun’altra parte sul web.

Quello sguardo di René
Diamo subito la parola a M.me Bertrand. «Ho avuto modo di constatare l’amore che Céline e René hanno l’uno per l’altra. Gli sguardi che si scambiano, soprattutto lo sguardo di uomo che René posa su Céline è qualcosa di inedito, di mai visto prima. E’ così bello! La protegge senza essere paternalistico, il suo sguardo è avvolgente. Dopo tutti questi anni, è straordinario che siano ancora così romantici! Quando facemmo l’intervista a  casa sua, nel 2005, a un certo punto Céline ha cominciato a parlare di René e, in un momento in cui la videocamera non mi stava inquadrando, mi sono girata verso René e ho visto che stava piangendo. Fu molto emozionante sentire Céline che parlava di lui. Si amano davvero.

Mi ricordo anche la prima volta che incontrai Céline. Era bellissima e molto sexy. Le dissi che avrei dato qualunque cosa per avere le sue gambe. Lei mi rispose che avrebbe dato tutto per avere la mia esperienza di vita. Mi parve una ragazza viva, con una personalità molto ben definita.»

Coming soon
Per questa puntata è tutto, io vi ringrazio per aver letto fin qui e vi do appuntamento alla settimana prossima con un’altra puntata di Mia cara Céline, la ventesima. Visto che sarà cifra tonda, vi presenteremo non una ma due testimonianze su Céline! Volete un indizio? Se Dio esiste………

Mia cara Celine… diciottesima puntata

Che opera ha compiuto!

Per rendervi la diciannovesima testimonianza su Céline (ricordate che una puntata ne conteneva due? Chi saprebbe dire qual era?), entriamo negli uffici della Feeling Productions, l’azienda di proprietà dei coniugi Dion che insieme alla Sony gestisce la carriera della diva. Ecco il racconto di Mario Lefebvre, che conosce Céline dal 1987 e che attualmente si occupa delle carriere di Garou, Marilou e Marc Dupré.

Ritorno alle origini
“Per me il periodo più interessante fu quando lanciammo Unison e attaccammo il mercato canadese inglese, che non era granché aperto ai cantanti del Québec. Lavorammo sodo per tutto quell’anno, da Saint-Jean de Terre-Neuve fino a Vancouver [per i meno esperti di geografia: dall'estremità orientale del Canada, posta sull'isola di Newfoundland, che si affaccia sull'Atlantico, alla costa pacifica, quindi in sostanza tutto il Canada palmo a palmo].
Che opera ha compiuto Céline! La sua grande forza è affascinare le persone con la sua voce. L’ho vista convincere i canadesi, direi quasi uno per uno, una serata dopo l’altra, una città dopo l’altra. Quando la campagna promozionale terminò, Céline era diventata la più grande cantante del Canada, e qualche anno dopo la miglior cantante del mondo.”

Two hearts in need of one anotheeeeeeeeeeeer…
Se durante il tour Unison Céline proponeva al pubblico dei numeri come il bis di Where does my heart beat now a cappella, sfoderando in una sola canzone più armonici di quanti altre cantanti siano riuscite a mettere insieme non in una serata, ma forse in tutta la loro carriera, allora noi siamo d’accordo con Lefebvre, e il titolo di miglior cantante del Canada e forse del mondo ci appare supportato da riscontri oggettivi. Con questa indimenticabile performance, tratta dal concerto al Winter Garden Theatre del 1991, noi vi salutiamo e vi diamo appuntamento alla prossima imperdibile puntata di Mia cara Céline. Cliccate qui e godetevi lo spettacolo.

Mia cara Celine… diciassettesima puntata

Che momento!

Здравствуйте дорогие друзья! Ciao care fan e cari fan!

Torno adesso a casa da un concerto di musica russa in cui mi sono improvvisato fonico, non voglio lasciare andare questa emozione che ho ancora addosso, quindi scrivo subito un articolo.


Oggi vi proponiamo la testimonianza di Francine Chaloult, addetta stampa di Céline per il Québec da venti anni. Come me in questo momento, anche Francine si lasciò andare a un vero e proprio flusso di coscienza quando le chiesero quale fosse il momento più bello vissuto con Céline. Eccovi la sua risposta:

«Céline ama ridere, ha un ottimo senso dell’humour. E’ una ragazza semplice e di una generosità che raramente ho visto. Al loro matrimonio mi emozionai tantissimo, fu una cerimonia straordinaria. Ma anche al concerto del 31 dicembre 1999 mi emozionai tantissimo. E che dire di quando Céline cantò alla cerimonia di apertura dei giochi olimpici di Atlanta? René mi chiamò per farmi sentire The power of the dream al telefono. Che momento! Mi ricordo anche un altro momento emozionante con Céline: lo show all’indomani degli attentati alle torri gemelle di New York, in quell’occasione cantò God bless America. Sapete, fu molto stressante per lei, era diventata mamma da poco e non voleva lasciare da solo René-Charles per nessun motivo. René mi chiamò, quando arrivarono a New York, per descrivermi le misure di sicurezza. Certo per altri motivi, ma anche quello fu un momento straordinario, e ve ne potrei raccontare molti altri ancora… »

E qual è invece il vostro momento preferito della trentennale carriera di Céline? Fatecelo sapere con tanti bei commenti qui sotto oppure sulla nostra pagina Facebook. А у вас какой любимый момент в карьере Селин? Расскажите нам обязательно на нашей странице Фейсбук. Ciao!

Seguici su Facebook
The Prayer
3 Boys and a New Show
Seguici su Twitter