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25 anni in 25 minuti – parte seconda
Continua, esattamente da dove l’avevamo lasciata, la traduzione della lunga intervista di Michel Jasmin a Céline Dion in occasione del primo giubileo della sua carriera, nel 2006. Buona lettura!
Già 25 anni…
- Passiamo adesso ai ricordi. Il 19 giugno prossimo saranno 25 anni da quando ti ho presentata a Michel Jasmin per la prima volta. Cosa provi ripensando a questi 25 anni?
- Quando ripercorro questi anni ho l’impressione di avere solamente 25 anni.
- Ricordami in tre o quattro parole quello che ti viene in mente quando pensi a questi 25 anni.
- (dopo una lunga riflessione) Il successo di essere rimasta come sono, naturale. Non so se si possa dire naturale, diciamo sana di spirito. Che con tutto quello che è successo in questi 25 anni non mi sia mai montata la testa. Che mi senta i piedi ben ancorati al suolo, che io comprenda i veri valori della vita, che io sappia distinguere le cose essenziali e riconoscere la fortuna che ho avuto. Solo ora realizzo veramente quello che è successo in questi anni, e forse non ancora del tutto!
- Ti riferisci anche alla fatica che hai fatto?
- Certamente al lavoro, alla fatica, a tutto quello che ho dovuto mettere da parte, senza rimpiangerlo peraltro, perché i rimpianti non portano a niente. Ma oggi mi rendo conto quanto è meraviglioso avere un figlio e che avrei voluto averne tanti, tanti…
- A parte l’amore per il canto, perché hai fatto questo mestiere, quasi senza sceglierlo?
- Sai, Michel, canto a parte, a me sarebbe bastato stare nel mondo dello spettacolo per poter offrire un po’ di lusso ai miei genitori, non tanto a me stessa. Poter regalare una casa ai miei genitori e “viziare” mio padre regalandogli un’automobile, queste due cose mi hanno procurato una gioia enorme. I giornalisti ne parlano spesso nei loro articoli, ma non possono misurare l’entità dell’emozione che mi ha invasa quando ho fatto questi due gesti. La maggior parte delle persone percepisce solo la gioia dei miei genitori nel ricevere questi regali. Credo sia la prima volta che parlo della gioia mia e di René quando glieli abbiamo fatti. (continua)
La prossima settimana scoprirete dei retroscena molto buffi sulla prima apparizione di Céline in televisione, il 19 giugno 1981. Restate sintonizzati!
Vito Luprano: che cosa accadde?
Per la prima volta in 25 anni, il prossimo album di Céline Dion non porterà la firma del produttore esecutivo Vito Luprano. A 56 anni, quest’ultimo ha deciso di dedicarsi interamente alla carriera di una nuova cantante pop: Kristina Maria.
Entrando nell’appartamento dove ha stabilito il suo ufficio, nel centro di Montreal, Vito Luprano indica col dito lo schermo del suo computer: l’album della sua nuova protetta, o socia in affari come dice lui, messo in vendita da poche ore, è alla posizione 21 della classifica pop di iTunes. E’ sorridente, lui che dopo essere quasi andato in pensione, ha deciso di dedicarsi completamente alla carriera di questa giovane cantante pop di Ottawa, ma di origini libanesi.
Quattro anni fa l’uomo che nel 1986 reclutò Céline Dion per la CBS è stato vittima dei tagli dell’industria discografica. «Tagliavano ovunque posti importanti sia a New York sia in Canada e io guadagnavo più degli ultimi quattro presidenti di Sony Canada per cui ho lavorato», rivela Luprano oggi. Allora la decisione aveva amareggiato René Angélil: Vito Luprano era il suo unico contatto con Sony BMG Canada, e inoltre era stato il produttore esecutivo di tutti gli album di Céline Dion, da Incognito a Taking Chances.
Luprano non è certo uscito di scena a mani vuote, anzi. Dapprima ha tentato di mettere insieme una commedia musicale in francese sul personaggio di Zorro con il regista Franco Dragone, un’avventura che si è arenata per una complessa questione di diritti d’autore, ma a cui Luprano non ha ancora rinunciato completamente. Ha anche intenzione di pubblicare la sua biografia e dichiara di aver già ricevuto delle chiamate a questo proposito sia dall’America che dall’Europa: «Céline ha il suo libro, René pure; io ho una storia da raccontare per ogni canzone.»
Luprano evidentemente avrebbe desiderato continuare a cercare canzoni per i prossimi album di Céline, ma non gli è stato più proposto. «E’ una loro decisione. Non sono frustrato, solo confuso, dice ridendo. Ma va bene così: potrò dedicarmi interamente alla mia artista.»
E’ quello che ha promesso a Kristina Maria: non occuparsi mai più di un’altra cantante diversa da lei. «Se c’è un punto su cui René ha ragione, è che quando credi in un’artista, deve essere la sola».
25 anni in 25 minuti – parte prima
Care lettrici e cari lettori,
prosegue la nostra traduzione del fascicolo Céline 25 ans d’amour. Dopo Mia cara Céline, vi proponiamo, in questo articolo e in altri che verranno, la traduzione in italiano della lunga intervista rilasciata a Michel Jasmin (il presentatore della prima apparizione televisiva di Céline) nel 2006, in occasione del suo 25° anniversario di carriera. Si tratta di un’intervista lunga e articolata, su tutti gli aspetti della vita di Céline. Assicuratevi quindi di non perderne neanche una parte controllando spesso la nostra homepage e la nostra pagina Facebook. E se vi piace essere coccolati, sottoscrivete la nostra newsletter, così i nostri nuovi articoli arriveranno direttamente sulla vostra casella di posta. Comodo, no? Intanto, cominciamo con la prima parte! Buona lettura.
Michel Jasmin e Céline – 25 anni dopo
Las Vegas. Fa caldo, ma poco importa. Céline mi ha concesso uno dei suoi rari incontri faccia a faccia. Sono contento, mi sento privilegiato. Entrato nella mia stanza di albergo, comunico con René e la sua squadra per sapere cosa accadrà nelle prossime ore. E’ Patrick, il figlio di René, a occuparsi che tutto si svolga senza disguidi. Quando è il momento, sono testimone di un’organizzazione impeccabile. Dopo aver percorso dei lunghi corridoi sotto il famigerato palcoscenico inclinato, dove tra poco si terrà lo spettacolo, entro nel camerino di Céline. Sembrerebbe di essere più in un appartamento di lusso che dietro le quinte di una produzione musicale. Poi arriva lei. Un abbraccio e tanti ricordi affiorano alla mente. Appena arrivata nel suo camerino, effusioni e gesti di amicizia si moltiplicano. E’ il piacere di ritrovarsi. Dato che resta poco tempo prima dell’inizio dello spettacolo, suggerisco di iniziare subito l’intervista. Céline chiede a tutti di uscire, poi dice: «Ok, let’s go! We’re rolling. Potete chiudere la porta? Grazie!» La nostra sfida sarà parlare di 25 anni in 25 minuti.
- Céline, sono molto contento di rivederti.
- Non ci vedevamo da quando ti sei operato, la scorsa estate.
- E io non ho tue notizie da quando hai avuto la labirintite. Come va la salute?
- Non ci sono complicazioni gravi. Avere una labirintite, un raffreddore, un mal di gola o una sinusite non è una cosa grave. Ti fai un the, un bagno caldo, ti metti una vestaglia calda e lasci che il tempo faccia il suo lavoro. Diventa grave se devi esibirti ogni sera. Sono stata sfortunata a prendere quest’infezione dell’orecchio.
- Quali sono le complicazioni che comporta una labirintite per chi, come te, deve esibirsi ogni sera?
- Sentire una fatica continua. Il peggio era stare sul palco, perché ero sempre stordita. E dato che il palco è molto inclinato, il rischio era anche maggiore, perché non riuscivo a mantenere l’equilibrio.
- Come stanno le cose ora, mentre parliamo?
- Sembra che tutto sia rientrato. Sai, Michel, per un cantante o un attore è difficile fare uno show, ma è ancora più difficile annullarlo. Capisco che le persone restino molto deluse quando capita, perché, tra le 4200 persone sedute nel teatro, molte hanno organizzato una vacanza e preso delle ferie per venire a vedermi, e questo comporta forti spese di viaggio e alloggio. Credimi, annullare uno show è veramente una soluzione estrema. E’ una decisione che nessun artista vorrebbe mai prendere. (continua)
Celine Dion a sostegno dell’acqua potabile

Perché il movimento a favore dell’accesso all’acqua potabile assume un’importanza particolare ai suoi occhi?
Credo che tutto ciò che può essere fatto in nome della carità sia importante, soprattutto quando si parla di bisogni fondamentali dell’uomo come il cibo o l’acqua. La sopravvivenza degli esseri umani dipende da queste cose, e allora è chiara l’importanza di questa battaglia.
I suoi numerosi viaggi per il mondo l’hanno resa più sensibile al problema della fame e dell’accesso all’acqua nel mondo?
E’ vero che quando si ha la possibilità di girare il mondo, si è esposti a stili di vita differenti e culture diverse. Se si fa il mio lavoro, si è spesso sollecitati dalle organizzazioni che combattono la fame e le malattie nel mondo. Ricorderò per tutta la vita una visita a un campo infantile in Sudafrica, dove abbiamo lavorato nell’ambito del programma di aiuti alla nutrizione infantile di Nelson Mandela. Quando portammo loro gli introiti di un concerto, la cosa più importante fu passare del tempo con i bambini per comprendere meglio i loro bisogni, la loro difficoltà a sopravvivere al quotidiano.
Tra le numerose conseguenze della mancanza di acqua potabile, può riferircene una che la preoccupa particolarmente?
Sono particolarmente preoccupata dal rischio di diffusione delle epidemie tra i bimbi. Sono già disperati per la mancanza di cibo. Nel momento in cui viene a mancare un accesso regolare all’acqua potabile, la loro vita è doppiamente a rischio.
Il suo impegno per questa causa rappresenta per lei un’altra forma di espressione e di condivisione? Ha qualche tratto in comune con il suo percorso artistico?
Come persona famosa, credo di avere la responsabilità di far conoscere situazioni critiche come quelle di cui abbiamo parlato. Se ne parlo apertamente e se i media rilanciano le mie proposte, allora posso avere un impatto sull’opinione pubblica. Parlando del mio impegno artistico, molti malati mi hanno già confidato che la mia musica li ha aiutati a sopportare la malattia e a guarire. Oggi noi sappiamo che la musica è a tutti gli effetti una terapia. Se la persone leggono queste proposte durante la Giornata Mondiale dell’acqua, spero che ascoltare le mie canzoni metterà loro voglia di aiutare chi è in condizione di bisogno.
Un amore segreto
Come promesso, oggi vi proponiamo un filmato del 1992 di grande impatto emotivo, soprattutto se non lo avete mai visto. Si tratta della sofferta intervista da Lise Payette, durante la quale Céline avrebbe tanto voluto dire al mondo che amava René, il suo manager, ma dovette trattenersi per paura che questo compromettesse la sua carriera. Nel 1993, dopo cinque anni di amore segreto, in occasione del lancio dell’album The colour of my love, Céline finalmente svelò l’identità del suo amato: non solo la sua immagine non ne risultò compromessa, ma il suo consenso crebbe, e il singolo The power of love divenne una delle canzoni più famose degli anni ’90 e di tutti i tempi. Se volete emozionarvi, prendete il libretto di The colour of my love: è il primo in cui Céline non ringrazia più René il suo manager, ma René il colore del suo amore. Se non avete ancora quest’album, sapete già cosa dovete fare: comprarlo subito! Ed ecco finalmente il video. Buona visione. Trovate tutto il sonoro tradotto sotto al video.
Lise Payette: «cominciai a condurre una trasmissione su TVA che si chiamava Tête à Tête e Céline era la mia prima invitata. Non avevo mai incontrato Céline Dion prima, era la prima volta. Quando arrivò in studio, aveva la parola “AMORE” scritta sugli occhi.»
- E’ un segreto che ho fretta di svelare.
- Le fa male dover custodire questo segreto?
- Sì.
- Forse vorrebbe che tutto il mondo ne fosse a conoscenza?
- Sì.
- Vuole fare una dichiarazione?
- No.
- C’è una contraddizione in questo. Perché? Non è possibile svelarlo?
- Alla prossima intervista, forse.
- Ci sta dando un appuntamento?
- Lo vorrei.
- In quell’occasione ci dirà tutta la verità, solo la verità, nient’altro che la verità?
- Oh, è duro il mondo dello spettacolo! Sicuramente.
- Sarebbe capace di lasciarsi andare in quell’occasione?
- Perché quando sei innamorato hai fretta di gridarlo da tutti i tetti delle case? E’ dura doversi tenere tutto dentro!
- Ma perché bisogna custodire questo segreto? Forse per la carriera?
- Sì
- Solo per la carriera?
- Beh, perché io ho scelto quella.
- Ed è la carriera che bisogna proteggere.
- Sì.
Lise Payette: «I miei assistenti di studio mi dissero che, mentre Céline faceva l’intervista, anche René piangeva, quindi era un momento molto importante per lui.»
- Io passerò alla storia come quella che ha fatto piangere Céline Dion per un’ora.
- Mi scusi!
- Ma ho come l’impressione che le abbia fatto bene.
- E’ stata come una terapia. Quando faccio le interviste parlo di mille cose, dei concerti, dell’album, “non perdete lo spettacolo di Céline”, ma quando parlo di cose più importanti, a volte io stessa mi scopro durante le interviste.
Lise Payette: «La mia scelta fu di non lasciarla fare, di impedirle di arrivare in fondo a quella confidenza che voleva fare. Si sentiva relativamente al sicuro da me, ma io decisi di lasciarle il suo segreto, volontariamente, dicendomi che non era il momento di fare quel passo, che la TV non meritava di avere un segreto così grosso, che avrebbe deciso in seguito cosa fare.»
Céline Dion alla presentazione dell’album The colour of my love: «Senza arroganza, penso di meritare di essere innamorata, merito di essere amata, è bellissimo, e come diceva qualcuno prima, ho 25 anni, sono abbastanza grande da sapere cosa voglio, e anche René.» ‘Cause I’m your lady…
A conclusione di questo articolo, niente potrebbe essere più adatto di una frase di Céline tratta dalla sua autobiografia Ma vie, mon rêve / My story, my dream:
Je crois qu’on doit partager sa propre joie. La garder pour soi, c’est la perdre.
che tradotto significa
Credo che si debba condividere la propria gioia. Tenerla per sé equivale a perderla.



